mercoledì 9 marzo 2016

Il giornale 'Zaman' torna in edicola stravolto


Un sostenitore di Zaman legge l’ultima edizione del quotidiano davanti alla sua sede a Istanbul

In seguito al commissariamento con l’accusa di “propaganda terroristica” a favore del presunto “stato parallelo”, creato da Fethullah Gulen, alleato storico diventato poi nemico giurato del presidente Erdogan, il quotidiano ‘Zaman’ è tornato in edicola con una linea decisamente filo-governativa.
prima pagina del 6 marzo

La prima pagina del giornale, solitamente critica nei confronti dell’operato del governo, riporta oggi, domenica 6 marzo 2016, diversi articoli a sostegno del presidente Recep Tayyip Erdogan: la storia di apertura è dedicata alla partecipazione del presidente a una cerimonia per la costruzione del terzo ponte sul Bosforo e la prima pagina contiene immagini dei funerali dei soldati turchi "martiri" uccisi negli scontri con i ribelli curdi.
Nei giorni scorsi la magistratura aveva portato duri scontri a Istanbul tra la polizia e i manifestanti accorsi alla redazione, poiché aveva preso il controllo del giornale dell’opposizione ‘Zaman’.



Ma i giornalisti erano riusciti a preparare e pubblicare un ultimo numero, in cui si legge: "Stiamo attraversando i giorni più bui e cupi in termini di libertà della stampa, che è un caposaldo della democrazia e dello stato di diritto"; l'articolo non è più disponibile online, ma si può ancora leggere qui. I siti internet di ‘Zaman’ e della versione inglese del quotidiano sono stati poi chiusi, il direttore licenziato, e un giornalista ha riferito all’agenzia Afp che “l'edizione odierna non è stata fatta da personale di Zaman".
Gli Stati Uniti e l’Unione Europea ritengono preoccupanti le azioni intraprese dalle autorità turche contro al quotidiano ‘Zaman’ e il Commissario europeo per la Politica di vicinato e i negoziati per l'allargamento, Johannes Hahn, ha condiviso su twitter un post in cui Joseph Daul, membro del parlamento europeo, ha affermato che la Turchia, come paese candidato, deve rispettare la libertà dei mezzi di comunicazione.

Alice Rijken

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